MADRID, 2 giugno 2008 – Lo chiamano impacto, si traduce effetto: ‘Effetto Contador’. La Spagna è tornata a innamorarsi del ciclismo grazie al Giro d’Italia. Era dalla doppietta di Miguel Indurain (’92 e ‘93) che gli spagnoli non seguivano con tanto interesse la corsa rosa. Di più: nella terra della Vuelta, solo il Giro è riuscito nell’impresa di restituire al ciclismo la credibilità persa dopo lo scandalo dell’Operación Puerto.
INIZIO IN SORDINA - E dire che, nei primi giorni di corsa, in Spagna il Giro non se lo filava proprio nessuno. Del resto seguirlo non era impresa facile: diretta solo sul canale a pagamento Eurosport, radio che trasmettevano tutt’altro. Dagli atleti di casa non ci si aspettava granché: l’Astana di Contador era stata ammessa solo in extremis e lui catapultato a Palermo direttamente dalla villeggiatura a Cadice.
IL BOOM - Finché quando Contador ha conquistato la maglia rosa sulla Marmolada, tv e radio hanno deciso di fare marcia indietro. TVE, la prima televisione spagnola, ha trasmesso le ultime 5 tappe in diretta. Così come radio: SER, Onda Cero e COPE. I cronisti iberici sulle strade del Giro si sono moltiplicati: erano appena un paio nelle prime due settimane, addirittura una ventina nell’ultima. E l’audience li ha premiati: ieri 1,6 milioni di appassionati hanno seguito la diretta della cronometro, per un 11,7% di share. Un dato buono, se si pensa che le moto al Mugello (125, 250 e MotoGp) hanno ottenuto percentuali simili, mentre la sfida Nadal-Verdasco al Roland Garros si è fermata al di sotto del 10%. Altra percentuale interessante: il Tour 2007, con Contador in maglia gialla, sulla tv spagnola raramente superò il 10% di share. Insomma si può dire che il Giro di Contador abbia riconciliato gli spagnoli con il Giro.
AL BAR - Grande spazio anche sui giornali, che oggi presentano il trionfo del 25enne di Pinto come una vendetta. Contro i “ciechi direttori del Tour de France – spiega El Mundo - che insistono nel mantenere l’esclusione assurda e ingiusta dell’ultimo vincitore”. Com’era prevedibile, per Contador si sprecano nuovi soprannomi (”Il Capo”, “Alberto I d’Italia”, “Il Campionissimo”) e paragoni illustri (”Il nuovo Indurain”). Ma la cosa di cui la maglia rosa dovrebbe andare più orgogliosa è un’altra: per la prima volta da qualche anno, nei bar e nelle cafeterias di tutta la Spagna si è tornati a parlare, oltre che di calcio, di ciclismo. Senza più vergogna.
IN ITALIA -Anche da noi il Giro ha fatto registrare ottimi ascolti. Nell’ultima settimana lo share medio non è mai sceso al di sotto del 10%, con punte da Nazionale di calcio: il Giro all’arrivo ha incollato davanti allo schermo il 30% dei telespettatori all’Alpe di Pampeago, il 28% nella tappa della Marmolada, il 29% sulla Presolana e addirittura il 42% sul Mortirolo. Ieri in quasi 3 milioni (il 28,63% di share) hanno seguito la crono di Milano.

